MARCO RESPINTI...  SI', BOCCIATO: IN STORIA!

L’edizione telematica di lunedì diciassette marzo di quella latrina intasata che ha come ragione sociale Libero Quotidiano contiene un articolo, firmato da tale Marco Respinti, oltre modo indecente sulla Kampuchea Democratica e la presunta impunità di cui avrebbero goduto i dirigenti del Partito Comunista di Kampuchea (PCK).

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Questa operazione di sporca propaganda anticomunista non ha alcun senso di esistere, se non forse quello di accanirsi contro quello che in Occidente, soprattutto a causa della schifosa opera di propaganda costantemente portata avanti dalla appena chiusa radio Voce dell’America, è considerato come “folle” e “criminale”.

Tutti i luoghi comuni sul regime guidato dal compagno Pol Pot, spacciati a piene mani dagli imperialisti usamericani, vengono pedissequamente riproposti dallo scribacchino: non lo sfiora nemmeno il pensiero che le sue convinzioni siano il frutto del lavaggio del cervello al quale gli occidentali sono sottoposti continuamente da chi pretende di comandare a bacchetta i suoi servi.

Eppure, se tentasse di ragionare con il proprio cervello invece di mandarlo all’ammasso, non gli ci vorrebbe molto per scoprire – ad esempio – che dieci anni di bombardamenti statunitensi sul suolo cambogiano non hanno certamente prodotto benefici per l’economia, e per la demografia, del Paese preso di mira dalle mire espansionistiche dell’imperialismo.

Nemmeno gli passa per la mente che i milioni di morti – dal 1972, anno dell’ultimo censimento precedente la Rivoluzione, al 1979, anno della presa di Phnom Penh – che egli cita, addebitandoli interamente al regime dei così detti Khmer Rossi, furono in larghissima parte il frutto del criminale comportamento dell’amministrazione nordamericana, intenta a cercare invano di “esportare la democrazia” in Indocina.

 

Bosio (Al), 29 marzo 2025

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

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